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Chirurgia tradizionale

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Varici e vene varicose

Al giorno d’oggi circa il 10 % della popolazione soffre di varici alle gambe, ed in particolare le donne rispetto agli uomini.

Come si formano

Il sangue normalmente circola dal basso verso l’alto, cioè dai piedi verso il cuore e dalla superficie del nostro corpo verso la profondità.
Le vene degli arti inferiori, sono provviste di valvole, che permettono il passaggio del sangue solo verso il cuore ovvero dal basso verso l’alto e impediscono il reflusso, cioe’ che il sangue ritorni verso il basso.
Quando queste valvole non funzionano correttamente, a causa dell’indebolimento delle pareti delle vene e delle valvole stesse, avremo un reflusso di sangue e una conseguente dilatazione delle vene.
L’inefficienza delle valvole si verifica più comunemente nella grande vena safena, una delle vene più grandi che mette in comunicazione molte vene superficiali, ed è questa la causa più frequente delle patologie da reflusso venoso.
In presenza della patologia il sangue tende quindi ad andare dall’alto verso il basso e dalla profondità verso la superficie, e si crea quindi una dilatazione delle vene superficiali e un ristagno di sangue nelle stesse. Il ristagno di sangue può provocare vari disturbi, quali:
– Gonfiore alle caviglie
– Pesantezza, dolori, tensione, prurito, formicolio, crampi alle gambe
– Problemi alla pelle quali ulcere, eczemi
– Complicazioni quali varicoflebiti, trombosi delle venose profonde, emorragie

I fattori predisponenti sono la familiarità, l’età, il sesso femminile, la sedentarietà, l’eccesso di peso, degli ormoni estrogeni e progestinici, la gravidanza, cicli mestruali, professioni che richiedono una lunga permanenza giornaliera in piedi.

Cosa fare?

Innanzi tutto occorre fare una corretta diagnosi attraverso una visita flebologica e l’esecuzione di ecodoppler venoso.

Trattamento

Il trattamento laser endovenoso (EVLT ovvero Endovenous Laser Treatment) è la più recente tecnica per la cura delle vene varicose ed è stata introdotta come terapia nel 2001.
E’ una tecnica, seppur chirurgica, meno invasiva rispetto alle altre ed è più rapida da eseguire e richiede un minor periodo di recupero post intervento.
Non è indicata per chi ha trombi o aneurismi nel segmento di vena interessato dal trattamento, e per chi soffre di patologie arteriose periferiche.

Descrizione dell’intervento
E’ intervento ambulatoriale della durata di circa un’ora e che sfrutta l’energia del laser.
L’intervento si svolge in anestesia locale, incidendo leggermente la pelle per far penetrare un ago molto sottile, che viene introdotto nella grande vena safena all’altezza del ginocchio.
Attraverso una piccola guaina la fibra ottica che trasporta la luce laser viene inserita nella vena da trattare, e quando il laser viene attivato, la fibra viene fatta arretrare molto lentamente.
La fibra ottica viene guidata grazie ad un ecografo.

Post-intervento
In seguito alla rimozione della fibra e della guaina, il paziente viene fasciato con un bendaggio a compressione che deve essere tenuto per circa 2-3 giorni.
Un collant a compressione di classe II deve esser indossato per circa sette giorni.
Durante questo periodo si possono riprendere le normali attività evitando bagni caldi e ginnastica intensa.
Qualsiasi disturbo dopo il trattamento può essere alleviato con analgesici da banco ma non bisogna assumere l’aspirina.
La percentuale di casi da trattare nuovamente è piuttosto ridotta, circa il
3-4% e tende a risolversi con un secondo intervento

Safenectomia: consiste nell’asportazione chirurgica della vena safena mediante intervento di stripping

Flebectomia secondo Muller: applicata per eliminare le varici collaterali, è anche utilizzata dopo la safenectomia per eliminare eventuali varici recidive

Terapia sclerosante: spesso riservata ai casi in cui si è già intervenuto chirurgicamente e quindi si tratta di eliminare le varici residue, oppure nei casi in cui non vi siano problemi a monte della vena da trattare

E’ importante che, qualunque sia la tecnica utilizzata, la chirurgia delle vene sia risolutiva dal punto di vista funzionale e sintomatico per il paziente, quanto attenta all’estetica.